Innovazione legale

NEWS

Nuove regole IA per l’attività di polizia: cosa cambia per Comuni e Polizie Locali

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026 il D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160, emanato in attuazione della legge 23 settembre 2025, n. 132, recante disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale, con efficacia dal 30 settembre 2026. Il provvedimento adegua l’ordinamento interno al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) quanto all’impiego di sistemi di intelligenza artificiale nell’attività di polizia e alla responsabilità civile e penale connessa.

1. Ambito soggettivo: la Polizia Locale è (in parte) esclusa dal Titolo I. Gli artt. 1 e 2 del decreto delimitano espressamente il Titolo I agli organi, uffici e comandi delle Forze di polizia individuate dall’art. 16 della legge n. 121/1981; la Polizia locale non rientra pertanto, in via generale, nel perimetro soggettivo di tale disciplina speciale. Attenzione però a non trarne conclusioni affrettate: la lettura va coordinata con il punto successivo.

2. La norma-chiave per gli enti locali: videosorveglianza comunale e biometria. L’art. 10, comma 13, consente agli enti locali di provvedere all’installazione e alla manutenzione delle componenti di intelligenza artificiale e delle tecnologie biometriche sulle rispettive piattaforme di videosorveglianza. È il punto di maggiore impatto pratico per i Comuni: chi gestisce impianti di videosorveglianza con moduli di riconoscimento facciale o analisi biometrica deve ora misurarsi con un regime dedicato.

3. Riconoscimento facciale “a posteriori”. Per i sistemi di videosorveglianza integrati con IA per il riconoscimento facciale a posteriori, l’elaborazione dei dati biometrici può avvenire solo dopo la registrazione e non in tempo reale. In caso di reato, il confronto tra i dati dell’indiziato e l’archivio locale deve essere autorizzato dal G.I.P. su richiesta del Pubblico Ministero entro tempi stringenti (48 ore per l’istanza e 48 ore per la decisione), pena la cancellazione dei dati. Le Polizie Locali che collaborano con l’A.G. nella gestione tecnica degli impianti dovranno adeguare procedure interne e log di accesso a questi termini perentori.

4. Identificazione biometrica in tempo reale: divieti e riserva di giurisdizione. Le Forze di polizia potranno procedere all’identificazione biometrica in tempo reale nei casi previsti e con l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria; è vietata la costituzione di banche dati biometriche mediante raccolta massiva e non mirata di informazioni dal web. Fondamentale per i regolamenti comunali di videosorveglianza: eventuali architetture di raccolta indiscriminata di immagini a fini di matching restano precluse, a prescindere dal soggetto che le gestisce.

5. Valutazione d’impatto e notifica. L’art. 9 del decreto disciplina la valutazione d’impatto sui diritti fondamentali, la conservazione delle registrazioni e la notifica dell’utilizzo dei sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale: un adempimento che si somma, senza sostituirla, alla DPIA ex art. 35 GDPR già richiesta per gli impianti di videosorveglianza “intelligente” e che va formalizzato in stretto raccordo con il DPO dell’ente.

6. Responsabilità civile e penale. Il Titolo II del decreto è dedicato alle norme relative alla responsabilità, sia in ambito civile sia in ambito penale, di chi utilizza i sistemi di intelligenza artificiale; sul piano civile viene presunto il nesso causale tra violazione e danno. Nel codice penale viene introdotto l’art. 437-bis, che punisce l’omessa adozione di misure di sicurezza e di sorveglianza umana sui sistemi IA ad alto rischio, oltre alla loro alterazione illecita: profilo rilevante per i responsabili tecnici e i dirigenti che autorizzano l’uso operativo di questi strumenti.

7. Approccio antropocentrico e formazione. Il principio guida resta che l’IA è strumento di supporto alla decisione dell’operatore umano; le Forze di polizia dovranno attivare specifici corsi in materia di intelligenza artificiale, un modello procedimentale che i Comandi di Polizia Locale farebbero bene a replicare volontariamente in sede di aggiornamento professionale.

Indicazioni operative

Per gli enti che gestiscono impianti di videosorveglianza con componenti IA/biometriche si raccomanda: (i) ricognizione delle tecnologie in uso o in appalto; (ii) verifica di conformità dei regolamenti comunali di videosorveglianza ai nuovi limiti su riconoscimento facciale e identificazione in tempo reale; (iii) coordinamento tempestivo con il DPO per l’aggiornamento di DPIA e registro dei trattamenti; (iv) definizione di protocolli interni sulla sorveglianza umana qualificata, mutuabili dal modello procedimentale dell’art. 3, commi 4 e 5, del decreto.

Lo Studio resta a disposizione per approfondimenti e per l’assistenza nell’adeguamento dei regolamenti e delle procedure interne.